Intro al Gioco di Ruolo

Si farà riferimento a questa pagina a partire dal Manuale del Giocatore, per fornire un'introduzione al gioco di ruolo a chi sia completamente a digiuno...

Mura's

Per ora, copio ed incollo un vecchio sproloquio...

Non possiamo esimerci dal rispondere a questa banale, ma fondamentale domanda: cos'è il gioco di ruolo?.
Cercheremo di rispondere nel modo più diretto, senza schernirci dietro a false modestie. Noi pensiamo di poter provare a farlo e con buone chance di successo, se falliremo sarete voi che leggete a farcelo sapere.
UN TERMINE DALLA STORIA TORMENTATA
È opportuna, prima di spingersi oltre, una nota terminologica. Il termine “Gioco di Ruolo” è una traduzione, con l’unico pregio della brevità, dell’inglese “role playing game” (RPG). Traducendo in modo letterale, ed operando una difficile scelta tra le molte sfumature di significato che può assumere to play, potremmo rendere il tutto con “gioco in cui si interpreta una parte”, un ruolo in senso teatrale-cinematografico. Se i GdR si chiamassero “Giochi d’Interpretazione di un Ruolo”, forse tutto sarebbe più chiaro ed i poveri giocatori potrebbero risparmiarsi lunghe spiegazioni ad amici, parenti e fidanzate.
“FACCIAMO CHE IO SONO…"
In ogni caso, anche "gioco d'interpretazione di un ruolo" non è una definizione molto illuminante, quindi pare opportuna qualche ulteriore spiegazione. Dal punto di vista concettuale, il GdR è un'evoluzione di uno dei più tipici modi di giocare dei bambini in tutte le parti del mondo, riassumibile nella frase “facciamo che io sono…": "facciamo che io sono un cowboy e tu un indiano", "facciamo che io sono una guardia e tu un ladro", "facciamo che io sono un dottore…" (sull'ultimo esempio non andiamo oltre, ché può essere pericoloso ;-P). Naturalmente, rispetto a questi semplici giochi, il GdR ha assunto un maggiore grado di astrazione.
In primo luogo, i giocatori di ruolo sostituiscono la recitazione della parte prescelta con l'interpretazione: per esempio, il giocatore non fingerà di essere un vichingo che impugna una grossa ascia, ma dirà: "Eric brandisce minacciosamente la sua ascia bipenne". In secondo luogo, diventa centrale nel GdR la figura del master (termine reso celebre dal più diffuso e discusso GdR: Dungeons & Dragons) o narratore, ovvero di un giocatore particolare il cui compito è quello di stabilire tutti i fattori esterni ai “Personaggi Giocanti” . Il master descrive cosa succede attorno ai PG (da questo ruolo il termine "narratore") e stabilisce il successo o il fallimento delle loro azioni tramite regole e lanci di dadi, col semplice buon senso, oppure -al limite- arbitrariamente (da qui il termine "master" e molte superficiali elucubrazioni psicologiche sui GdR, delle quali non possiamo parlare in questa sede: se siete interessati, visitate il sito http://www.gdr2.net).
ORIGINE STORICHE
Ricercandone le origini da un punto di vista storico, il gioco di ruolo si sviluppa a partire dai wargames ("giochi di guerra”, alla lettera), ovvero dalle simulazioni tattiche di battaglie (su plastici o -in tempi più recenti- anche su campi di battaglia più improvvisati). È a questo genere di giochi che il GdR deve la sua parte simulativa ed il grosso delle sue meccaniche tradizionali. In particolare derivano dai wargames da tavolo il grosso delle regole sul combattimento e sull'esperienza (ben conosciute perché erroneamente identificate col concetto stesso di gioco di ruolo, probabilmente a causa del fatto che a questo sembrano ridursi molto spesso i cosiddetti "giochi di ruolo" su computer)